È a partire dal Settecento che il modello economico-sociale delle comunità insediate nel Vanoi si consolida, attraverso una struttura di nuclei agricoli stabili sui fondovalle, con i loro pradi a mezza quota.

Ciò ha richiesto una minuta organizzazione verticale del lavoro e del territorio, con continui movimenti interni ed esterni di uomini, merci e animali, che hanno innervato il paesaggio di miriadi di sentieri.

Ma non ci si muoveva solo all’interno e in verticale. Molti sono stati gli emigranti, gli sfollati, i deportati. Molti i venditori ambulanti, i cròmeri o clòmeri, che uscivano o che entravano.

E gli artisti viandanti, i frescanti del Vanoi. Ancora oggi muoversi, anche se in modi diversi dopo lo storico abbandono dell’agricoltura di sussistenza, resta la strategia privilegiata per la sopravvivenza della comunità insediata e degli immigrati che cominciano ad arrivare.

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