La Siega de Valzanca, è una segheria idraulica, ricostruita alla fine degli anni novanta dal Parco Paneveggio Pale di San Martino, ove un tempo sorgeva l’omonimo edificio che funzionò  fino alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. La costruzione che vediamo oggi con annesso magazzino, (destinato ad osteria/punto di ristoro) è frutto di una scelta progettuale ben precisa, che per certi aspetti la estranea dall’architettura rurale che la circonda, come a volerne sottolineare il ruolo suppletivo. Il basamento in pietra è composto dalle mura originarie (l’antica siega era in muratura non in legno) e anche l’opera di presa dell’acqua ricalca quella di un tempo. La stessa siega non è rimasta sempre uguale nel tempo, ma sono state fatte diverse modifiche sia alla ruota che al meccanismo interno per modernizzarla e renderla più veloce. Quello che propone la ricostruzione è un modello basato su una segheria standard con determinati cicli produttivi e diversi stadi di lavorazione .
La storia della siega (che si può leggere sui pannelli esposti all’interno) comincia nel 1870 quando un commerciante di legname di Canal San Bovo Crisanto Orsingher Andelon provvede alla sua costruzione, il luogo è giusto, da qui transita il legname trasportato verso il fondovalle e il momento storico opportuno. Quando però si arriva agli anni venti del novecento, la situazione è radicalmente cambiata è finita la Grande Guerra che ha lasciato in Vanoi ulteriore miseria e povertà e Orsingher vende, l’acquirente è il Comune di Canal San Bovo che assume anche i segantini, gli anni sono propizi: occorre ricostruire e ripartire. Un’altra guerra, la gente migra, il mondo cambia di nuovo ,  sono gli anni cinquanta e la segheria non è più redditizia, vengono tolti i macchinari, col tempo il tetto collassa su se stesso e l’area diventa una sorta di discarica. Quando alla fine degli anni Novanta si decide l’istituzione del Sentiero Etnografico, torna alla memoria anche l’antica siega e con i fondi della Comunità Europea si inizia a ricostruirla nell’area dov’era grazie anche alla testimonia di chi vi aveva lavorato e aveva conservato vivido di ricordo di quei tempi e di quei lavori.

Come funziona la Siega

Il primo stadio di lavorazione al quale si assiste è quello di taglio delle estremità del tronco: nel bosco esso  può inglobare all’ interno sassi e altro materiale che può guastare le lame, per questo vengono tolte le estremità (intestar/far la ghirlanda). Il tronco poi viene caricato sul carrello, che muovendosi su rulli avanza per permettere alla sega di tagliare il tronco in tavole, una volta ottenuta la tavola ( lo spessore è determinato dal segantino) si procede a rifinirla con la circolare che ruota su un tavolo apposito accanto alla sega principale. Per osservare da vicino il meccanismo in azione e la trasmissione dell’energia dalla ruota a cassette al resto degli ingranaggi è possibile scendere al piano inferiore ove si trova gran parte del meccanismo e osservarlo dall’area protetta e schermata.

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