A vivere nel Vanoi, tra acque furiose e alto dei cieli, il sacro fu in passato un’ esigenza irrinunciabile. Un significativo rapporto con il Cielo, con la parte immateriale che compensava la dura e incerta vita materiale, ha disseminato la valle del Vanoi di molti segni di devozione, in parte già recuperati, in parte da scoprire.

Non si trattava infatti solo di sopravvivenza fisica, ma anche di “vivere sopra”, vivere quindi in una dimensione superiore e motivante, date le condizioni estreme della vita materiale.

I segni del sacro sono ovunque, potete incontrare, lungo i percorsi segnalati nella Guida ai dipinti popolari del Vanoi, oltre 30 affreschi , edicole sacre (i capitelli) e crocefissi; ma soprattutto potete scoprire ovunque le tracce del rapporto creato nei secoli tra la Comunità del Vanoi e il suo Cielo. Questo rapporto alimenta anche l’attitudine al teatro. Ci sono infatti pervenuti alcuni copioni sette-ottocenteschi di sacre rappresentazioni, la cui messa in scena coinvolgeva interi villaggi, come succede ancor oggi per il dramma Godimondo e Fortunato, rappresentato a Prade con cadenza decennale.

Da non perdere

Porta del Sacro a Zortea
Anelli del Sacro

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