Il sórc Dorotea è in fase di riconoscimento come ecotipo e si presenta come un mais semi-vitreo, dal chicco tondo e dorato disposto in 15-18 file su di untutolo tozzo, troncoconico e bianco. Dalla sua molitura, realizzata esclusivamente a pietra, si ottiene una farina integrale che eccelle in delicatezza e dolcezza.

Mais e farina hanno permeato per almeno tre secoli la tradizione alimentare del Vanoi e di Primiero. Ne troviamo ampie tracce anche oggi sia nella cucina orale (quella che non occorreva scrivere, di uso quotidiano, che tutti conoscevano), sia in quella scritta dei ricettari. Si andava da preparazioni estremamente semplici ad altre più raffinate e d’uso più élitario.
L’utilizzo tradizionale la vedeva impiegata soprattutto nelle pape o mòse (polentine cotte nel latte) e nella polenta.
La farina dorotea è ottima per pane, biscotti e torte.

 

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